Non solo arte, cultura del packaging e del riciclo: la nostra attenzione si rivolge anche ai bisogni del territorio e dei suoi abitanti.

Per questo motivo abbiamo deciso di aiutare la Croce Rossa Italiana di Bresso, finanziando l’acquisto di una nuova ambulanza.

La scelta è caduta sul territorio di Bresso perché è la città di origine della famiglia Meana.

“Per noi è importante poter aiutare i territori alla quale siamo legati, non solo come azienda, ma anche come famiglia e come persone, siamo convinti che il valore aggiunto di un’azienda sia proprio questo: l’attenzione alle persone e non solo al prodotto”, queste le parole con cui gli azionisti spiegano questo loro impegno nel sociale.

 

Anche quest’anno Pusterla ha partecipato all’iniziativa di Comieco “Riciclo aperto”: una grande campagna di comunicazione sulla raccolta differenziata ed il riciclo di carta e cartone, per far conoscere e mostrare in presa diretta le diverse fasi del ciclo del riciclo ed educare i più giovani ad un uso consapevole delle risorse.

L’obiettivo è far scoprire il valore industriale del riciclo, le professionalità e le tecnologie del comparto e mostrare dal vivo come vengono effettivamente riciclati carta e cartone, per rassicurare i cittadini sull’utilità del loro impegno quotidiano nel fare la raccolta differenziata.

In quei giorni l’azienda ha ospitato un centinaio di studenti delle classi elementari e li ha condotti in un viaggio attraverso racconti e immagini sulla filiera della carta e cartone; abbiamo insegnato loro come si fa la carta, li abbiamo guidati in una visita dell’azienda mostrando loro tutti i processi di stampa e creazione dei packaging e li abbiamo aiutati a trovare le risposte a quelle domande che comunemente sorgono pensando a questo tema, mostrando dal vivo la realtà del riciclo dei materiali a base cellulosica e facendo “toccare con mano” gli aspetti più importanti e meno conosciuti del ciclo del riciclo.

Insomma un evento perfetto per dare ai ragazzi di verificare di persona i risultati concreti del proprio sforzo quotidiano nel separare i rifiuti e per far scoprire che la raccolta differenziata di carta e cartone ha un lieto fine.
[ngg_images source=”galleries” container_ids=”6″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_thumbnails” override_thumbnail_settings=”0″ thumbnail_width=”240″ thumbnail_height=”160″ thumbnail_crop=”1″ images_per_page=”20″ number_of_columns=”0″ ajax_pagination=”0″ show_all_in_lightbox=”0″ use_imagebrowser_effect=”0″ show_slideshow_link=”1″ slideshow_link_text=”[Show slideshow]” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]

Pusterla 1880 in collaborazione con GIFASP, Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli,

bandisce il Concorso Fotografico Packlick – Memorial Giuseppe Meana.

Tale iniziativa si pone anche l’obiettivo di incentivare il talento e l’arte fotografica di qualità, supportando il progetto GIFASP “Cultura della protezione e della sostenibilità del packaging cartaceo” .

Il Concorso è incentrato su temi attuali legati al packaging cartaceo e prevede la partecipazione gratuita. Si rivolge a studenti e studentesse di ogni nazionalità, di età compresa tra i 19 e i 30 anni, iscritti ad un corso di fotografia negli anni 2014, e/o 2015, e/o 2016 presso accademie, università, fondazioni universitarie, scuole ed istituti (di specializzazione, di formazione, alta formazione, perfezionamento), situati in tutta Italia e riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) o accreditati a livello regionale.

Le foto saranno valutate da una commissione di esperti che, a proprio insindacabile giudizio, attribuirà i premi alle foto giudicate migliori.

A premiazione avvenuta, le foto vincitrici ed un’ulteriore selezione di foto ritenute particolarmente interessanti dalla giuria saranno esposte in una mostra aperta al pubblico presso una location a Milano.

La partecipazione al concorso è subordinata e disciplinata dal Regolamento “Concorso Fotografico Packlick Memorial Giuseppe Meana” e richiede l’iscrizione sul sito www.packlick.it, nonché l’invio delle immagini attraverso lo stesso

Locandina_Packlick-723x1024

La “carta etica del packaging” è un documento che raccoglie i principi condivisi per progettare produrre, utilizzare gli imballaggi in modo consapevole e vede coinvolti progettisti, produttori, trasformatori e tutti coloro che hanno scelto di aderire a questo progetto.

Mette in relazione il piano dei diritti, il piano dei principi, il piano dei valori per sancire un contratto ideale tra gli attori del sistema, affinché si impegnino a condividere principi verso cui tendere, senza sovrapporsi alle normative, e rendendo pubblica questa scelta.

Noi come azienda produttrice di packaging, abbiamo il dovere morale ed etico di aiutare a divulgare questa “cultura di sistema” che aiuti a produrre, utilizzare e consumare i packaging andando oltre alle normative e agli obbligi, con un occhio di riguardo per i diritti e le aspettative  verso questo oggetto essenziale e spesso contradditorio qual’è il packaging.

Per saperne di più e aderire alla carta etica del packaging cliccate qui

Qui di seguito il riassunto dei 10 principi di un packaging etico.

[01.
responsabile

È il packaging quando diventa responsabilità di tutti verso tutti: nella progettazione, nella produzione e nell’utilizzo.

Responsabili sono gli imballaggi portatori di qualità, che coniugano tutela dell’ambiente e rispetto delle esigenze di tutti gli utenti.

[02.
equilibrato

È il packaging quando si propone con una giusta misura: quanto basta e quanto serve.

Equilibrato è il packaging quando è pensato e progettato con una giusta relazione con il contenuto ed è il risultato di ciò che è necessario per una sua corretta diffusione.

[03.
sicuro

È l’imballaggio sano e sicuro che protegge, in tutto il suo ciclo di vita, gli indi-vidui e le comunità.

Sicuro è l’imballaggio che dà conto della propria tracciabilità, dei processi della sua filiera di produzione; è sicuro per ciò che riguarda la protezione del contenuto e la sua igienicità, sicuro durante il trasporto, così come durante l’uso. E questo per l’intero arco di vita dell’imballaggio.

[04.
accessibile

È l’imballaggio capace di proporsi in modo “facile” a chi lo utilizza.

Accessibile è il packaging quando sa offrirsi all’utilizzo in modo semplice e intuitivo, e così tiene conto del diritto di ogni consumatore di poter avvicinare, comprendere e usare un prodotto.

[05.
trasparente

È il packaging che costruisce un rapporto immediato con il destinatario.

Trasparente è il packaging quando è sincero, cioè quando dice il vero nel pieno rispetto delle norme,
e lo fa in modo schietto.

[06.
informativo

È il packaging che garantisce la miglior informazione, quella utile e necessaria.

Informativo è l’imballaggio che, nel rispetto della normativa, riporta tutte le informazioni utili alla conoscenza del contenuto e del suo imballaggio, al loro utilizzo e allo smaltimento.

[07.
contemporaneo

È il packaging che sa essere in costante relazione con la società della quale rappresenta i valori.

Gli imballaggi riflettono la cultura della società e contribuiscono a loro volta a crearla. Lo fanno attraverso i messaggi, che passano dalle loro forme, dalle loro grafiche, dai loro simboli: così trasferiscono modelli, partecipando all’evoluzione della contemporaneità.

[08.
lungimirante

È il packaging che si pone in una corretta relazione con il proprio futuro.

Il packaging è capace di agire oggi in funzione di possibili ricadute future. Le scelte che determinano l’imballaggio di oggi non possono essere fatte a partire da un vantaggio immediato, ma devono tener conto delle conseguenze che ne derivano.

[09.
educativo

È il packaging che, in quanto oggetto diffuso, sa farsi carico della propria funzione educativa.

Il packaging è uno strumento inserito nella quotidianità di noi tutti, in un dialogo costante con il proprio destinatario. Ha dunque una grande potenzialità educativa: la sua diffusione ne fa uno strumento molto potente anche su questo piano.

[10.
sostenibile

È il packaging rispettoso dell’ambiente.

L’imballaggio è sostenibile se progettato in modo olistico, pienamente equilibrato con il prodotto e con i suoi modi d’uso, così da ottimizzare le prestazioni ambientali complessive.

 

Il progetto per una Carta Etica del packaging nasce da un’ipotesi emersa da molteplici sollecitazioni; si è concretizzato nell’incontro tra mondo della ricerca universitaria, dell’editoria di settore, delle associazioni rappresentative delle imprese; si è tradotto in un documento aperto che sollecita l’impegno di tutti i soggetti coinvolti nella progettazione, nella produzione, nell’utilizzo degli imballaggi.
  • La Carta Etica del Packaging è redatta da: Giovanni Baule e Valeria Bucchetti
  • È un progetto a cura di: Giovanni Baule, Valeria Bucchetti (Politecnico di Milano) Luciana Guidotti, Stefano Lavorini, (Edizioni Dativo)
  • Promosso da: Edizioni Dativo
  • In collaborazione con: Dipartimento di Design del Politecnico di Milano
  • Con il patrocinio di: Istituto Italiano Imballaggio
  • Media partner: ItaliaImballaggio, Impackt
  • Main sponsor: Ipack.ima, Sit Group, Sun Chemical, Boxmarche

Cartografica Pusterla - Vista aerea

Nel corso del 2010 abbiamo iniziato a porci il problema di diminuire la nostra dipendenza nell’approvvigionamento della energia elettrica da fonti esterne, sebbene rinnovabili, con una produzione autonoma che potesse mettere a beneficio l’orientamento a sud dei fabbricati in cui operiamo.

Per questa ragione abbiamo scelto di istallare un impianto che utilizza come fonte energetica rinnovabile il sole

La superficie disponibile per la posa dei pannelli solari è stata individuata in una parte della copertura libera da lucernari e dai gruppi di raffrescamento e/o di aspirazione dell’aria.

La conformazione parabolica dei tegoli di copertura inizialmente è stato un limite, in quanto non permette un’ uniforme irraggiamento dei pannelli.
Dopo approfondite ricerche abbiamo individuato nei pannelli che adottano la tecnologia CIS, i moduli Powermax SGS prodotti da Saint Gobain, la soluzione al nostro problema.
Questa tecnologia sfrutta uno spettro di luce più ampio ed è altamente performante su orientamenti Est-Ovest, cioè l’inclinazione laterale delle falde della nostra copertura.
Per non appesantire la struttura con un forte sovraccarico dovuto alla necessità di contrastare l’azione del vento sui pannelli, abbiamo scelto di posarli parallelamente alla superficie di copertura, fissandoli con un sistema che si basa sul principio VELCRO che offre garanzie di elevata resistenza, semplicità di fissaggio e peso ridotto a pochi hg. per metro quadrato.
Inoltre questo sistema di posa non interferisce minimamente con il disegno architettonico del complesso, non essendo normalmente visibile dall’esterno.
La fotografia che vedete è infatti una vista aerea.

La potenza teorica è pari a 159 Kw , che corrisponde, su base annua ,al 12% del nostro consumo annuo.

L’impianto è entrato in funzione nel febbraio del 2012 , ad oggi abbiamo potuto verificare la validità del progetto sia in termini di risparmio energetico, soprattutto nei mesi estivi con necessità di raffrescamento, sia nella soddisfazione di produrre energia senza l’emissione sostanze inquinanti.