Giornata di primavera del FAI

Crediamo profondamente nell’importanza della cultura italiana e  come azienda ci sentiamo in dovere di sostenere le bellezze che l’Italia ha da offrire; per questo motivo, lo scorso inizio di primavera abbiamo aderito come sponsor all’organizzazione della “giornata di primavera” organizzata dal FAI nella città di Tradate.

Tra gli innumerevoli spazi aperti al pubblico nel week end del 25 e 26 marzo 2017, il FAI è riuscito a dare la giusta visibilità al palazzo Pusterla Melzi, luogo affascinante e di grande spessore artistico oggi raramente aperto al pubblico in quanto adibito ad istituto per giovani ragazze.

Abbiamo avuto il piacere di visitare questi spazi e scoprire un luogo inaspettato, la cui storia si intreccia con quella del territorio Brianzolo: la famiglia Pusterla rilevò l’antico castello tradatese nel XV secolo e lo trasformò in grande villa residenziale nel corso del XVII secolo. A ricordare l’importanza dei Pusterla restano l’imponenza del complesso, il grande giardino all’italiana, alcuni saloni affrescati, tra i quali si distingue il Salone delle Feste, ove sono raffigurate le maggiori personalità della famiglia: un’opera grandiosa dovuta, secondo la tradizione, a Federico Bianchi o a Salvatore Bianchi, pittori varesini attivi tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700. Si affianca al palazzo la Chiesa di Santa Maria in Castello, che conserva la trecentesca tomba di Tommaso Pusterla, opera di maestri campionesi.

Con il tempo passò in eredità dai Pusterla ai Melzi. L’ultima erede, Barbara, lo destinò a centro di accoglienza per anziane ed educandato per giovani ragazze. Negli ultimi anni dell’800 il castello Pusterla divenne “Istituto Barbara Melzi” ancora oggi attivo grazie alla conduzione delle suore Canossiane.

Al piano terreno da vedere : il Salone delle Aquile che conserva nel soffitto un affresco con la vittoria della Fede, nella parte alta delle pareti i ritratti dei regnanti europei del tardo XVII sec. e una grande tela ritraente l’arcivescovo Federico Visconti in visita al castello di Tradate.
Ma è soprattutto al terzo piano che si trovano gli ambienti più belli del palazzo : anzitutto il Salone delle Feste, con le pareti interamente affrescate da artisti quali S. Bianchi e G.B. e G. Grandi, attivi nella seconda metà del ‘600. Nella parte alta del salone, chiuso da un soffitto ligneo decorato, corre una balconata in ferro battuto che introduce a tre ambienti affrescati con scene bucoliche e di vita delle famiglie nobili.

 

 

 

 

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